La bioimpedenziometria (BIA) per una corretta valutazione della composizione corporea

Per valutare la nostra forma fisica, siamo soliti pesarci sulla bilancia. In realtà, la bilancia non è lo strumento migliore da utilizzare per definire in modo corretto lo stato di forma e lo stato nutrizionale di una persona, poiché non è in grado di distinguere da cosa è composto quel peso che ha misurato. Infatti, il nostro corpo è costituito da acqua, massa magra (prevalentemente ossa, organi e muscoli) e massa grassa. Chiaramente, l’obiettivo di una dieta per dimagrire o, in generale, per ottenere uno stato di salute ottimale, dovrebbe essere quello di diminuire la massa grassa, conservare un buono stato di idratazione e, se necessario, aumentare la massa magra. Per poter valutare le percentuali delle 3 componenti corporee citate e la loro evoluzione nel tempo, ad oggi la migliore tecnologia ambulatoriale, validata da centinaia di pubblicazioni scientifiche, è la bioimpedenziometria (BIA), dalla quale, a mio avviso, un moderno nutrizionista non può prescindere per poter elaborare correttamente piani nutrizionali personalizzati.

Cos’è e come funziona la BIA?

E’ una tecnica del tutto indolore e non invasiva che si esegue applicando 4 elettrodi alla cute del soggetto, una coppia sul dorso della mano e una coppia sul dorso del piede (non è, quindi, necessario spogliarsi per eseguire il test). Agli elettrodi sono collegati, mediante 4 pinzette, i cavi dell’analizzatore, che iniettano un impulso di corrente alternata a 50 kHz di intensità, innocua per i tessuti (400 mA). Il principio sfruttato dalla BIA è quello per cui i tessuti biologici si comportano come conduttori, semiconduttori o isolanti, a seconda della tipologia di tessuto. Le soluzioni elettrolitiche intra- ed extracellulari dei tessuti magri, ad esempio, sono ottimi conduttori, mentre ossa e grasso sono sostanze isolanti e non vengono attraversati dalle correnti utilizzate. A seguito dell’analisi BIA, quindi, si ottengono 2 valori, chiamati resistenza e reattanza; tali valori vengono inseriti nel software dell’analizzatore BIA, il quale, attraverso un algoritmo che considera anche il sesso, l’età e l’altezza della persona, restituisce la composizione corporea del soggetto. I valori ottenuti per il soggetto in esame vengono inseriti in un grafico e confrontati con quelli di riferimento della popolazione.

Vantaggi della BIA

Attraverso la bioimpedenziometria è possibile:

  • Valutare l’idratazione corporea (esempio: viene evidenziata ritenzione idrica, che quindi potrà poi essere corretta attraverso l’alimentazione e l’attività fisica);
  • Stimare le percentuali e la quantità di grasso corporeo e massa muscolare corporea;
  • Capire se, durante la perdita di peso, sta diminuendo la massa grassa o semplicemente i liquidi corporei o entrambi;
  • Valutare la quantità di massa muscolare in funzione di una adeguata alimentazione e un’attività sportiva finalizzata alla tonificazione muscolare (si assiste, in tal caso, ad un aumento di peso, ma di qualità);
  • Giustificare il perché, dopo un allenamento costante nel tempo, l’ago della bilancia stenta a scendere ma le circonferenze (vita, fianchi) diminuiscono (aumento massa muscolare e diminuzione massa grassa).

Con la bioimpedenziometria, dunque, si dà precedenza alla qualità corporea piuttosto che alla quantità: il benessere e lo stato di forma di un individuo, infatti, derivano principalmente dal corretto equilibrio idro-elettrolitico, ovvero dalla normoidratazione associata a una buona massa muscolare e da una modesta quantità di massa grassa.

Nel mio Studio utilizzo la BIA 101 Akern. Con oltre 3000 pubblicazioni scientifiche validate, BIA 101 è considerato il migliore strumento per la valutazione della composizione corporea, dello stato nutrizionale e l’elaborazione di un trattamento dietetico personalizzato.

La bioimpedenziometria nella pratica nutrizionale

BIA e dimagrimento: perché, a volte, non si riesce a perdere peso nonostante la dieta?

Spesso un piano nutrizionale viene abbandonato o modificato a causa di un mancato calo di peso. Come già accennato, però, un calo ponderale non è sempre sinonimo di una diminuzione di grasso, specialmente se si verifica in poco tempo: con un’alimentazione incontrollata, troppo restrittiva e non equilibrata, si rischia di perdere solo acqua e massa cellulare (muscolare). Bisogna diffidare, quindi, delle diete che promettono di perdere tanti kg in pochi giorni. Inoltre, spesso la carenza di massa muscolare rallenta ed ostacola la perdita di peso: l’attività fisica diventa quindi necessaria per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per riassumere, è importante far sì che la perdita di peso non sia a carico della massa muscolare ma esclusivamente a carico della massa grassa, per non compromettere lo stato nutrizionale ed evitare che l’organismo, come difesa, recuperi in breve tempo il peso perso a causa di una diminuzione del metabolismo basale (è la massa muscolare, infatti, quella che consuma energia).

BIA in ambito sportivo

Le misurazioni bioimpedenziometriche, sia negli sport di potenza che negli sport di resistenza, sono fondamentali per:

  • Programmare un corretto allenamento (isotonico o aerobico): migliore scelta dei carichi di lavoro e tempi di recupero;
  • Programmazione nutrizionale;
  • Controllo dello stato di idratazione (fondamentale per ottimizzare la performance sportiva).

Per uno sportivo è molto importante controllare la massa muscolare, per evitare una sua diminuzione che si può avere in caso di overtraining (allenamento troppo intenso o troppo prolungato) o di un regime alimentare inadatto al tipo di lavoro fisico svolto. L’analisi BIA consente di valutare un altro parametro molto importante nello sport, specialmente in quello di resistenza (sport di endurance): lo stato di idratazione. Una leggera disidratazione, con una diminuzione del 4-5% dell’acqua extracellulare (ECW), può provocare considerevoli cali della performance sportiva, arrivando fino al 20-30% in meno di efficienza fisica. Se le cellule muscolari non sono sufficientemente idratate, l’acqua viene sottratta al sangue, provocando un abbassamento della pressione arteriosa ed un aumento dello stress cardiaco, oltre che uno stato di stanchezza che incide sulla performance sportiva. Quando lo stato di idratazione extracellulare pre-gara o pre-allenamento è ottimale (circa 45%), esiste un rischio minore di disidratazione e di eventi traumatici muscolari e si verifica un più rapido recupero delle condizioni fisiche ottimali. È evidente, quindi, che la principale integrazione di cui hanno bisogno gli atleti (professionisti e amatoriali) è quella idrica.

Attraverso l’esame bioimpedenziometrico, si può conoscere la composizione corporea dello sportivo ed agire per mantenere un corretto stato di idratazione (ECW 40-50%) e una massa muscolare del 40-50%, allo scopo di migliorare le sue condizioni generali e le performance atletiche. Si riesce così a calibrare l’allenamento e l’alimentazione per portare l’atleta in condizioni ideali (rapporto tra ECM e massa muscolare prossimo a 1).

La BIA contro gli inestetismi

Nel settore dell’estetica, la BIA consente di evidenziare l’eventuale stato di ritenzione idrica (eccesso di acqua extracellulare, ECW) e programmare interventi mirati per correggerlo.

La BIA in età avanzata e in presenza di patologie

Durante l’invecchiamento, si assiste ad una progressiva perdita di massa muscolare, con riduzione delle cellule metabolicamente attive, una riduzione dell’acqua corporea totale (in particolare di quella intracellulare) e un aumento della massa grassa, soprattutto a localizzazione addominale o, comunque, nella parte superiore del corpo. Con l’aumentare dell’età si ha anche una perdita di massa ossea, fino ad arrivare, soprattutto nelle donne, all’osteopenia ed osteoporosi. Conoscere la composizione corporea consente di correggere lo stile di vita e l’alimentazione, in modo da rallentare il più possibile tali processi e mantenersi in buona salute il più a lungo possibile.

In presenza di alcune patologie, inoltre, si possono avere alterazioni importanti della massa cellulare (ATM) e dei fluidi corporei intra- ed extracellulari (ICW ed ECW), che incidono in maniera rilevante sul decorso di esse. Il monitoraggio della composizione corporea tramite BIA risulta essere, quindi, di vitale importanza per poter intraprendere un corretto trattamento nutrizionale con il minimo rischio per il paziente.

2 risposte a “La bioimpedenziometria (BIA) per una corretta valutazione della composizione corporea”

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