Il Terzo Millennio: il Medioevo della nutrizione

Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute. Una scorretta alimentazione, infatti, incide sul benessere psico-fisico e, soprattutto, costituisce uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di numerose malattie croniche, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, obesità e osteoporosi. In particolare, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie ad una corretta alimentazione.

Soltanto negli ultimi 40 anni dei 200000 anni di storia dell’Homo sapiens, il nostro modo di alimentarci si è decisamente involuto ed è diventato privo di senno: basti pensare alla diffusione del cosiddetto junk food (cibo spazzatura), che ormai invade anche le nostre tavole, un tempo patria della dieta mediterranea.

Oltre al notevole peggioramento della qualità degli alimenti che introduciamo ogni giorno nel nostro organismo, sono aumentate a dismisura le quantità di cibo introdotte; per contro, è diminuita drasticamente l’attività fisica quotidiana e, quindi, il fabbisogno energetico giornaliero.

L’insieme di tali fattori è alla base dell’elevato tasso di obesità e delle patologie ad essa correlate. L’obesità, una vera e propria malattia, è una delle più grandi contraddizioni umane: circa 3 milioni di persone muoiono per malattie legate al sovrappeso, oltre 870 milioni muoiono per fame. Dei 7.5 miliardi di persone al mondo, 2 superano il peso consigliato. Anche in Italia, l’eccesso di peso causa oltre il 6% dei casi di morte prematura e disabilità, e l’obesità infantile si attesta a livelli elevatissimi, con il 36% dei bambini in eccesso di peso. E’ evidente che è necessario intervenire per invertire una tendenza che suona sempre di più come una condanna a morte a livello mondiale…

Altra piaga correlata al problema “eccesso di peso” è il continuo bombardamento di pubblicità di diete per perdere peso assolutamente sbilanciate e di miracolosi prodotti chimici in grado di aiutare a mantenere il peso forma mangiando qualsiasi cosa si voglia.

Il denominatore comune di tutto ciò è che sembra ci siamo dimenticati che il cibo, prima di tutto, deve significare salute: già Ippocrate, quasi 2500 anni fa, aveva riassunto questo importante concetto nella famosa frase “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.

Dopo più di due millenni, purtroppo, pare siamo incappati in un “Medioevo della nutrizione” (per usare un termine un po’ forte). Manca, infatti, la consapevolezza riguardo a ciò che mangiamo: è, quindi, necessaria un’opera di rieducazione alimentare e, in generale, di rieducazione ad un corretto stile di vita, che non può prescindere dall’attività fisica (non a caso, l’uomo è un animale dotato di mobilità).

Ad ogni età, una regolare attività fisica, anche moderata, contribuisce a ridurre la pressione arteriosa, a controllare il livello di glicemia, a modulare positivamente il colesterolo nel sangue, a prevenire le malattie metaboliche, cardiovascolari, neoplastiche, le artrosi e a ridurre il tessuto adiposo in eccesso. Inoltre, riduce i sintomi di ansia, stress, depressione e solitudine e comporta benefici evidenti per l’apparato muscolare e scheletrico. L’esercizio fisico non deve essere necessariamente intenso: sono sufficienti semplici movimenti che fanno parte della vita quotidiana, come il camminare, ballare, andare in bicicletta e fare i lavori domestici. Infatti, l’attività fisica è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico”.

 

PERCHE’ ESISTE LA FIGURA DEL BIOLOGO NUTRIZIONISTA?

Il Biologo Nutrizionista rappresenta la figura professionale più adatta a compiere quell’opera di rieducazione alimentare e di stile di vita appena descritta. Egli possiede un’ampia conoscenza della natura e dei meccanismi biochimici e fisiologici che sono alla base della digestione e dell’assorbimento delle sostanze nutritive. Ciò lo rende in grado di riconoscere gli effetti dovuti alla malnutrizione, sia per eccesso che per difetto, in modo da poter valutare i bisogni nutritivi ed energetici della singola persona. Tale valutazione viene effettuata utilizzando tecnologie innovative e strumenti di indagine altamente specifici; l’interpretazione dei risultati ottenuti consente al Professionista di formulare un preciso piano nutrizionale dedicato alla persona. Infine, il Biologo Nutrizionista sarà in grado di fare intraprendere alla persona un percorso che la porterà ad acquisire consapevolezza riguardo ad un’adeguata alimentazione e un corretto stile di vita, fattore indispensabile per il raggiungimento del benessere.

Una risposta a “Il Terzo Millennio: il Medioevo della nutrizione”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *